Per gli Investitori

Se vuoi investire in un progetto pubblicato sul presente portale devi prima leggere attentamente le seguenti informazioni, affinchè tu possa ragionevolmente e compiutamente comprendere la natura dell'investimento che stai per effettuare, i rischi ad esso connessi e prendere la decisione in modo assolutamente consapevole.

CHE COSA DEVI SAPERE SUGLI INVESTIMENTI TRAMITE PORTALI ON-LINE DI EQUITY CROWDFUNDING ?

La disciplina italiana sull’"equity crowdfunding" consente di sottoscrivere solo strumenti finanziari, ossia azioni e quote rappresentative del capitale sociale di Start-up innovative e PMI innovative; questo vuol dire che con l'acquisto si diventa soci di tali società, quindi si partecipa al rischio economico che caratterizza in generale tutte le iniziative imprenditoriali. Tale rischio può essere ancor più alto se si considera che si tratta di società operanti in settori innovativi e, soprattutto nel caso delle Start-up innovative, sono società neo-costituite, ossia rappresentano qualcosa di nuovo che non ha un'esperienza trascorsa e dei risultati pregressi sulla base dei quali l'investitore potrebbe effettuare le sue valutazioni. Pertanto, la mancanza di elementi economici e razionali comporta inevitabilmente che la scelta se investire o meno sia influenzata dall'apprezzamento personale, anche di tipo emozionale, in quanto oltre alle parole possono influire anche i video, le immagini e i c.d. "pitch" pubblicati sui portali per presentare le offerte. Da ciò si capisce perchè questo tipo di investimenti è considerato così rischioso.

Riportiamo quindi di seguito l'elenco dei principali rischi per i potenziali investitori:

- Rischio di perdita dell'intero capitale investito:

Come abbiamo detto sopra, con questo tipo di investimento si diventa soci della società e si partecipa al rischio economico legato alla stessa, ossia il rischio che il progetto imprenditoriale non vada a buon fine e quindi la possibilità di perdere l'intero capitale investito. Pertanto è opportuno investire solo le somme per le quali si ritiene di poter sostenere l'intera perdita. Inoltre, è bene diversificare gli investimenti dell'intero portafoglio, in quanto quelli in Start-up innovative o PMI innovative dovrebbero rappresentare una percentuale limitata rispetto al capitale complessivamente investito, anche in attività più tradizionali. 

- Rischio di illiquidità:

Per "liquidità di uno strumento finanziario" si intende in generale la sua capacità di trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore, inoltre essa dipende dall'esistenza di un mercato in cui il "titolo" può essere trattato e dalle caratteristiche di tale mercato. Nei c.d. "mercati organizzati" (quale per esempio la Borsa Italiana), i titoli negoziati sono considerati più liquidi, perchè la loro domanda e l'offerta vengono convogliate in gran parte su mercati organizzati e, quindi, i prezzi rilevati sono ritenuti indicatori più affidabili dell'effettivo valore degli strumenti finanziari.

Il Legislatore ha imposto il divieto di quotazione sui mercati regolamentati o sui sistemi multilaterali di negoziazione per le azioni o quote rappresentative del capitale sociale delle Start-up innovative o PMI innovative (però la sola PMI innovativa può quotarsi sull'AIM, il Mercato di Borsa Italiana per le PMI ad alto potenziale di crescita), fino a quando esse mantengano tale qualifica. Da ciò deriva l'illiquidità di tali strumenti finanziari, in quanto è più difficile venderli in tempi rapidi e ad un prezzo che rispecchi effettivamente il loro valore. Pertanto, l'investitore può correre il rischio di trovare difficilmente una controparte interessata all'acquisto e di dover negoziare un prezzo di trasferimento, praticando uno sconto più o meno forte rispetto al valore effettivo del titolo.

- Rischio di truffa:

Il fatto che tali investimenti vengano effettuati per il tramite di portali on-line aumenta il rischio di incappare in iniziative illecite o in vere e proprie truffe, che è tradizionalmente insito nelle transazioni commerciali via Internet. Pertanto, prima di investire, è bene fare qualche verifica più approfondita, quale per esempio:

  • controllare che il soggetto che propone l’investimento sia chiaramente identificabile;
  • verificare che gli indirizzi forniti (telefono, fax e sede del soggetto) siano veritieri;
  • verificare sempre, direttamente presso la Consob ed anche attraverso il sito ufficiale, che il gestore del portale sia iscritto all'apposito Registro dei gestori di portali di equity crowdfunding (ad ogni modo, anche se il soggetto dichiari, e lo sia effettivamente, di essere vigilato da un’autorità pubblica, ciò non comporta alcuna assunzione di responsabilità da parte di tale autorità né garantisce il contenuto delle proposte effettuate);
  • verificare che l’indirizzo internet del portale, cui si è connessi, coincida con quello indicato nel suddetto Registro dei gestori di portali;
  • controllare la politica di trattamento dei dati personali utilizzata dal portale, al fine di accertare che i propri dati non siano trasmessi a terzi ed utilizzati illecitamente;
  • ricordare che la raccolta di capitali promossa tramite portali di equity crowdfunding iscritti nella sezione ordinaria del registro tenuto dalla Consob, si perfeziona tramite banche o imprese di investimento (con le dovute eccezioni per l'ipotesi prevista dall'art. 13, comma 5-bis del Regolamento Consob in materia), pertanto il gestore non può richiedere all'investitore di versare a suo favore le somme necessarie per la sottoscrizione degli strumenti finanziari.

Oltre ai suddetti rischi vi sono poi delle informazioni importanti di cui l'investitore deve essere messo a conoscenza, quali:

- Divieto (iniziale) di distribuzione degli utili previsto per le Start-up innovative:

Il Legislatore ha posto, per le sole Start-up innovative, il divieto di distribuzione degli utili per tutto il periodo in cui la società possiede i requisiti di start-up innovativa, e cioè per un massimo di 4 anni dall'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese. Questo perchè, considerando il fatto che non è facile, per una società da poco costituita, produrre utili fin dai primi anni di vita, è necessario che quelli eventualmente prodotti siano reinvestiti nella società stessa, andando quindi ad accrescere il valore della partecipazione nel caso in cui la Start-up consegua risultati positivi nel tempo. Pertanto, chi investe in questo tipo di attività deve essere consapevole di porsi un obiettivo di lungo periodo, prima di poterne vedere i benefici economici.

- Temporaneità dei benefici fiscali legati agli investimenti:

Per gli investimenti in Start-up innovative e PMI innovative sono previsti dei benefici fiscali, per l'approfondimento dei quali si rimanda alle sezioni del portale dedicate alle Start-up innovative ed alle PMI innovative, a cui puoi accedere cliccando sui rispettivi link, e si ricorda che essi hanno carattere temporaneo e possono variare a seconda dell'evoluzione normativa in materia; pertanto è bene che l'investitore si affidi ad un consulente fiscale di fiduciare per capire meglio quali benefici gli spettano ed in che misura.

- Deroghe al diritto societario per le Start-up innovative e PMI innovative:

Il D.L. n. 179/2012 (noto anche come Decreto Crescita bis) ha introdotto una disciplina speciale per le Start-up innovative, che in alcuni punti deroga alle norme previste in materia di diritto societario. Tale disciplina è stata poi estesa, dal D.L. n. 3/2015 (noto anche come Decreto Investment Compact), alle PMI innovative.

Riportiamo quindi di seguito un semplice elenco delle suddette deroghe, rimandando, per ulteriori approfondimenti, alle sezioni del presente portale appositamente dedicate, a cui puoi accedere cliccando sui seguenti link Start-up innovative e PMI innovative:

  • deroga alla disciplina sulla riduzione del capitale sociale in caso di perdite;
  • deroga al divieto per cui le quote di partecipazione di s.r.l. non possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari;
  • deroga al divieto di compiere operazioni sulle proprie partecipazioni previsto per le s.r.l.;
  • possibilità di creare categorie di quote fornite di diritti diversi, determinandone liberamente il contenuto, e anche quote che non attribuiscono diritti di voto o con diritti di voto particolari;
  • inapplicabilità della disciplina sulle società di comodo ed in perdita sistematica;
  • remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale.

- Deroghe al diritto fallimentare per le sole Start-up innovative:

L'art. 31 del D.L. n. 179/2012 prevede che, in caso di crisi d'impresa, le Start-up innovative non sono assoggettate al fallimento, nè alle altre procedure concorsuali, potendo invece accedere alle più semplici procedure di riorganizzazione di riorganizzazione del debito e di liquidazione del patrimonio (per approfondimenti sui limiti e le modalità con cui opera tale deroga, si rimanda ai sopra riportati link sulle Start-up innovative e PMI innovative).

- Contenuti tipici di un business plan:

Le Start-up innovative o PMI innovative che intendono presentare un'offerta attraverso portali on-line di equity crowdfunding devono presentare il business plan del progetto imprenditoriale oggetto dell'investimento, pertanto è bene che gli investitori sappiano quali sono gli elementi che genericamente esso deve contenere. Riportiamo, quindi, di seguito un elenco esemplificativo del contenuto tipico di un business plan:

  • descrizione sommaria del progetto imprenditoriale ed illustrazione delle caratteristiche dell'impresa;
  • presentazione dell'imprenditore e del management (esperienze pregresse e ruolo nel progetto);
  • analisi di mercato con riferimento in particolare alle caratteristiche della concorrenza, ai punti di forza e debolezza del mercato e alla propria posizione competitiva;
  • obiettivi di business e organizzazione commerciale (piano di marketing e di comunicazione pubblicitaria);
  • descrizione della fattibilità tecnica del progetto con riferimento in particolare al processo produttivo, alle eventuali autorizzazioni amministrative ed ambientali, alla necessità di investimenti in impianti produttivi, infrastrutture tecnologiche o canali commerciali, alla disponibilità di manodopera e di servizi infrastrutturali quali logistica e trasporti, energia, telecomunicazioni, etc.;
  • descrizione della fattibilità economico-finanziaria con l'indicazione del fabbisogno finanziario complessivo e dei relativi strumenti di copertura;
  • informazioni sulla redditività attesa dell'investimento e sui fattori di rischio che possono influenzarla negativamente, partendo da ipotesi realistiche e prudenziali;
  • indicazione degli investitori eventualmente già coinvolti nel progetto e descrizione completa della proposta di investimento per i nuovi;
  • piano temporale di sviluppo delle varie fasi del progetto e delle attività, con indicazione delle risorse coinvolte;
  • principali rischi connessi all'attività oggetto del progetto;
  • nel supporto del progetto e una proposta ben quantificata per i nuovi investitori circa l'apporto complessivamente richiesto di nuove risorse finanziarie.

- Contenuto del regolamento e dello statuto di un OICR:

Il termine OICR sta per "Organismo di investimento collettivo del risparmio", ossia un intermediario finanziario che si occupa di investire, in strumenti finanziari o in altre attività, le somme di denaro raccolte tra il pubblico dei risparmiatori.

Agli OICR che investono prevalentemente in Start-up innovative e PMI innovative è stata estesa la possibilità di utilizzare l'equity crowdfunding, pertanto il Regolamento della Consob in materia impone ai gestori di tali portali on-line di indicare il contenuto del regolamento e dello statuto di un OICR.

Il Regolamento di un OICR è il documento che descrive le regole cui esso si deve attenere nello svolgimento dell'attività. Generalmente vi sono evidenziati gli scopi del fondo di investimento, la politica di investimento, la durata del periodo di investimento e la durata del fondo, le modalità del calcolo del valore delle quote del fondo, la banca depositaria, nonchè le regole di funzionamento del fondo stesso. In particolare, l'art. 37 del Testo Unico della Finanza, con specifico riferimento ai fondi comuni di investimento, indica quanto segue:

1. Il regolamento di ciascun fondo comune di investimento definisce le caratteristiche del fondo, ne disciplina il funzionamento, indica il gestore e il depositario, definisce la ripartizione dei compiti tra tali soggetti, regola i rapporti intercorrenti tra tali soggetti e i partecipanti al fondo.

2. Il regolamento stabilisce in particolare:

a) la denominazione e la durata del fondo;

b) le modalità di partecipazione al fondo, i termini e le modalità dell'emissione ed estinzione dei certificati e della sottoscrizione e del rimborso delle quote nonché le modalità di liquidazione del fondo;

c) gli organi competenti per la scelta degli investimenti e i criteri di ripartizione degli investimenti medesimi;

d) il tipo di beni, di strumenti finanziari e di altri valori in cui è possibile investire il patrimonio del fondo;

e) i criteri relativi alla determinazione dei proventi e dei risultati della gestione nonché le eventuali modalità di ripartizione e distribuzione dei medesimi;

f) le spese a carico del fondo e quelle a carico della società di gestione del risparmio;

g) la misura o i criteri di determinazione delle provvigioni spettanti alla società di gestione del risparmio e degli oneri a carico dei partecipanti;

h) le modalità di pubblicità del valore delle quote di partecipazione;

i) se il fondo è un fondo feeder.

[...]”

Inoltre, il Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio, adottato con provvedimento della Banca d'Italia del 19 gennaio 2015, al Titolo V, Capitolo I, fissa i "criteri generali e contenuto minimo del regolamento di gestione dei fondi comuni di investimento", a cui si rimanda, e dispone che agli stessi principi di redazione deve attenersi anche lo statuto di un OICR, nonchè di una SICAF o di una SICAV, che sono gli altri due tipi di organismi previsti nel nostro Ordinamento assieme ai fondi comuni di investimento. In particolare, con riferimento allo statuto di una SICAF o di una SICAV, gli artt. 35-quater e quinquies del suddetto Regolamento prevedono rispettivamente quanto segue: 

Art. 35-quater:

“[…] 5. Lo statuto della Sicav indica le modalità di determinazione del valore delle azioni e del prezzo di emissione e di rimborso nonché la periodicità con cui le azioni possono essere emesse e rimborsate.

6. Lo statuto della Sicav può prevedere:

a. limiti all'emissione di azioni nominative;

b. particolari vincoli di trasferibilità delle azioni nominative;

c. l'esistenza di più comparti di investimento per ognuno dei quali può essere emessa una particolare categoria di azioni; in tal caso sono stabiliti i criteri di ripartizione delle spese generali tra i vari comparti;

d. la possibilità di emettere frazioni di azioni, fermo restando che l'attribuzione e l'esercizio dei diritti sociali sono comunque subordinati al possesso di almeno un'azione, secondo la disciplina del presente capo. [...]“

Art. 35-quinquies:

“[...] 3. Lo statuto della Sicaf indica le modalità di determinazione del valore delle azioni e degli eventuali strumenti finanziari partecipativi emessi.

4. Lo statuto della Sicaf può prevedere:

a. limiti all'emissione di azioni nominative;

b. particolari vincoli di trasferibilità delle azioni nominative;

c. l'esistenza di più comparti di investimento per ognuno dei quali può essere emessa una particolare categoria di azioni; in tal caso sono stabiliti i criteri di ripartizione delle spese generali tra i vari comparti;

d. la possibilità di emettere frazioni di azioni, fermo restando che l'attribuzione e l'esercizio dei diritti sociali sono comunque subordinati al possesso di almeno un'azione, secondo la disciplina del presente capo;

e. nel caso di Sicaf riservata e fermo restando quanto previsto dall'articolo 35-bis, comma 4, la possibilità di effettuare i versamenti relativi alle azioni sottoscritte in più soluzioni, a seguito dell'impegno dell'azionista a effettuare il versamento a richiesta della Sicaf stessa in base alle esigenze di investimento. [...]"

Per approfondire la normativa di riferimento consultare i seguenti link:

- La possibilità di esercitare il diritto di recesso e revoca dall'investimento:

La legge prevede che l'investitore non professionale abbia il diritto di cambiare idea, pertanto è prevista la possibilità di esercitare il c.d. diritto di recesso dall'investimento, entro 7 giorni e senza nessuna spesa. Inoltre, nel caso in cui dovessero sopraggiungere fatti nuovi o siano rilevati errori materiali sulle informazioni del portale, atti ad influire sulla decisione dell'investimento, si può esercitare il diritto di revoca entro 7 giorni dalla data di conoscenza di tali nuove informazioni ed anche in questo caso senza alcuna spesa.

Per approfondimenti sulle modalità previste dal presente portale per esercitare i suddetti diritti, si rimanda con il seguente link alla lettura dell'art. 6 del documento contenente i "Termini e Condizioni di utilizzo del portale".

Per ulteriori approfondimenti sulle informazioni necessarie per investire in maniera consapevole attraverso i portali on-line di equity crowdfunding, ti invitiamo a consultare il c.d. percorso investor education pubblicato sul sito della Consob, a cui puoi accedere cliccando sul relativo link.

Infine, ti informiamo che, ai sensi all’art. 21, comma 1-bis del Regolamento Consob, la Cofyp effettua direttamente, e non per il tramite delle banche o imprese di investimento che ricevono gli ordini (come previsto dall'art. 17, comma 3 del Regolamento Consob), la c.d. valutazione di appropriatezza dell’investitore prevista dall’art. 13, comma 5-bis del Regolamento Consob per ogni ordine di adesione alle offerte ricevuto. Praticamente, la Cofyp verifica che l’investitore abbia il livello di esperienza e conoscenza necessario per comprendere le caratteristiche essenziali e i rischi che l’investimento tramite portali online di equity crowdfunding comporta. A tal fine, ti viene richiesto di compilare un questionario, prima di poter procedere con l’investimento, per consentire alla Cofyp di raccogliere le informazioni necessarie per determinare il tuo livello di esperienza e conoscenza in materia. Al completamento di tale questionario ti verrà comunicato via email l’esito della valutazione e, se risulterai appropriato potrai procedere direttamente con l’investimento, se invece risulterai non appropriato, se vuoi procedere lo stesso con l’investimento, devi dichiarare espressamente di essere consapevole dei rischi connessi alla natura dell’investimento ed al tipo di strumenti finanziari offerti e di essere in grado di sostenere l’eventuale intera perdita dell’investimento.

Per ulteriori approfondimenti ti invitiamo a consultare il nuovo Regolamento Consob.

Ultimo aggiornamento 13 ottobre 2016